Le Collectif Etc est intervenu une semaine, fin septembre 2013, à Rosarno (Calabre) en Italie du Sud, dans le cadre du 2° Festival International de la Régénération Urbaine organisé par l’association A di Citta, composée d’ étudiants de l’université de Ferrare, d’artistes et d’habitants locaux. Avec deux autres collectifs italiens, Detto Fatto et Studio SuperFluo, nous avons accompagné une vingtaine d’étudiants pour réaliser plusieurs interventions et essayé de modifier physiquement certains délaissés du quartier.

C’est la deuxième année que ce festival a lieu. Pour voir la première intervention, cliquez ici. Pour cette seconde édition, le festival a investit les rues et les espaces en mutation du quartier « centro storico » de Rosarno. Plusieurs lieux d’interventions possibles dans ce quartier et plusieurs invités : des paysagistes, des urbanistes, des artistes, des sociologues, des architectes ainsi qu’une trentaine d’étudiants italiens, pour réfléchir et agir ensemble avec l’aide des habitants du quartier le temps du workshop.

Durante l’ultima settimana di settembre 2013, il Collettivo Etc è stato invitato a partecipare al 2° Festival Internazionale della Rigenerazione Urbana – Relazioni, organizzato a Rosarno (Reggio Calabria, Italia) dall’associazione A di Città. Artisti, architetti, paesaggisti, urbanisti, docenti universitari, italiani e stranieri, e una trentina di studenti italiani, sono approdati insieme a noi a Rosarno, tra il 15 ed il 23 settembre. Lo scopo del Festival è stato anche questa volta (clicca qui per la prima edizione) quello di riflettere e di agire insieme, partecipanti e rosarnesi, per « rigenerare » uno dei quartieri della città.

In collaborazione con altri due collettivi italiani, Detto Fatto e Studio SuperFluo, anch’essi invitati al Festival per la sezione « Cantiere Aperto », abbiamo accompagnato un gruppo di venti studenti di architettura, provenienti da tutta Italia, nella realizzazione di micro interventi sullo spazio pubblico del quartiere « Centro Storico ».

1/ LE « CENTRO STORICO » : UN QUARTIER OUBLIÉ

Le quartier historique de Rosarno est aujourd’hui délaissé par la majeur partie des habitants et par les services municipaux de la ville. Il reste malgré tout un quartier central, possédant des qualités urbaines et architecturales intrinsèques. Quatre grandes connexions au centre ville se font par l’intermédiaire d’escaliers monumentaux. Ils rythment ainsi le paysage architectural du quartier. Point d’orgue de cette cacophonie ambiante qui fait tout le charme du quartier, l’ancienne construction de l’extension du pont assurant une liaison importante dans la ville est aujourd’hui laissée à l’abandon. Sous celui-ci, un espace singulier oublié regorge de possibles et de futurs usages sont à inventer. Cet espace devient le temps du festival le cœur de l’intervention globale où tout un chacun est invité à venir discuter, construire, manger avec tout les invités.

La zona storica di Rosarno, per quanto centrale e interessante dal punto di vista architettonico ed urbano, sembra esser stata completamente dimenticata dai rosarnesi. Quattro grandi scalinate in pietra attraversano il quartiere : oltre ad offrire delle viste mozzafiato sul paesaggio circostante e sulla città, questi passaggi permetterebbero un facile accesso alla zona alta e maggiormente frequentata di Rosarno, la piazza del Duomo e il Corso. Inoltre, la struttura di un ponte incompiuto, anch’essa presente nel quartiere, ci fa immaginare diversi scenari per una sua eventuale riconversione, magari utile agli abitanti della città. Ma l’abbandono, la sporcizia, la diffidenza, hanno fatto sì che, anno dopo anno, il quartiere, un tempo centrale non solo di nome ma anche di fatto, sia ormai frequentato solamente dagli stessi proprietari delle abitazioni.

Questo luogo abbandonato e declassato è diventato per una settimana il cuore del Festival, che ha messo il suo quartier generale proprio sotto all’antico ponte. Gli abitanti, di tutte le età e di tutta la città, sono stati invitati a partecipare alla riqualificazione : tutti hanno potuto immaginare insieme ai partecipanti del Festival qualcosa di nuovo, di diverso, per Rosarno. Il quartiere si è animato in pochi giorni di scambi di opinioni, di cene collettive e di cantieri di costruzione aperti a tutti.

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2/ UN FESTIVAL MULTICULTUREL

Cette année, les organisateurs ont invité une vingtaine d’intervenants, reparti dans 4 groupes : Chantier ouvert, Ville, Art, et Mouvement. Beaucoup d’artistes, dont les interventions venaient rythmer les journées. Riche en couleur, en mouvement et en énergie, ces actions annonçaient un changement soudain du paysage environnant.
Un programme culturel et événementiel a été mis en place tout au long de la semaine. Des conférences, repas partagés, concerts furent organisés. Le festival a accueilli aussi des travaux plus singuliers comme une analyse sensorielle du quartier avec les enfants ou la mise en place d’un potager partagé avec l’école maternelle.
Pour finir ce festival en beauté, une troupe de théâtre italienne Tardito/Rendina, invitée en résidence durant 2 semaines, a organisée un spectacle qui parcourait les installations et œuvres réalisées tout au long de la semaine. Ce spectacle vivant, final sonore et visuel éblouissant, permis de réunir tout les curieux, participants et habitants, autour d’une balade unique à travers les ruelles du quartier.

Il calendario del Festival è stato ricco di eventi : durante la settimana sono state organizzate conferenze, incontri, cene di quartiere. Tra i partecipanti, oltre agli studenti delle differenti sezioni (Cantiere Aperto ; Città ; Arte ; Movimenti) e ai relativi tutor (Collectif Etc + Detto Fatto + Studio SuperFluo + Nicola Di Croce ; ABITAlab + Laboratorio CITER ; Achille ; Senza Confini Di Pelle + Compagnia Tardito/Rendina ), gli organizzatori di A di Città hanno invitato diversi artisti (Guildor, Fra Biancoshok, BR1, 3ttman, Luzinterruptus, SpY, Elfo, Domenico Romeo, The Wa) : i loro interventi e le loro installazioni hanno contribuito a sottolineare il cambiamento e a colorare le giornate di lavoro dei ragazzi del workshop. Il Festival ha pensato anche ai più piccoli : durante la settimana, Roberta Ghelli, in collaborazione con gli organizzatori di A di Città, ha organizzato un micro-Festival, A minuscola di Città, con lo scopo di coinvolgere i bambini di Rosarno e guidarli in un percorso ludico di esplorazione del quartiere. Inoltre, i bambini della scuola materna sono stati coinvolti da Elisabetta Nucera ed Antonia di Lauro nella realizzazione di un orto urbano.

Gli abitanti, di diverse culture e provenienze, hanno partecipato alle attività ed ai cantieri. La settimana di Festival si è conclusa con lo spettacolo della sezione Movimenti, che si è svolto nel quartiere, ed ha permesso agli abitanti di osservare le opere degli artisti, le produzioni dei bambini e le realizzazioni delle altre sezioni, Cantiere Aperto, Arte e Città, utilizzate come scenografie dagli attori/ballerini. Lo spettacolo ha inoltre visto la partecipazione di alcuni abitanti del quartiere, più o meno giovani, che si sono cimentati nelle coreografie, emozionando tutto il pubblico.

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Les différentes interventions des artistes (entre autres) dans l’ordre : 3 tête Man, The Wa, luz interruptus, achille, Br1

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3/ SECTION CHANTIER OUVERT : A LA RENCONTRE DU QUARTIER

Pendant 5 jours, les 3 collectifs d’architectes invités et une vingtaine d’étudiants sont partis à la rencontre des habitants du quartier, afin de réfléchir et proposer une méthode d’intervention pour cette semaine de workshop.
Nicola Decroce, architecte Italien a proposé aux étudiants, dans un premier temps, d’établir une approche sensitive et auditive du territoire. Ces derniers devaient enregistrer les sons remarquables, et les compiler en fin de journée pour produire un document utilisable pour commencer des esquisses de projet.
Après plusieurs réunions avec les différentes sections du festival, les participants ont mis en évidence différent lieu d’intervention. Chaque lieux bénéficiant à des acteurs différents et identifiés.
Le workshop s’est donc terminé par 3 jours de construction collective dans l’espace public, impliquant les usagers et les habitants du quartier. Afin de relier le travail effectué et d’avoir une cohérence globale, un groupe d’étudiants était en charge de penser « un geste commun » pour le quartier. Durant la semaine, ils ont pu récolter des bocaux qu’ils ont redistribués le dernier soir. Les habitants étaient invités à posés leurs nouvelles acquisitions devant leurs maisons : des bougies et des plantes de décoration, scénographie d’une semaine conviviale.

Durante i primi due giorni di workshop, siamo partiti alla scoperta del quartiere, insieme agli altri due collettivi di architetti invitati, ed agli studenti. Nicola Di Croce ha proposto agli studenti di utilizzare un approccio sensibile, analizzando il paesaggio sonoro del contesto. Suoni e rumori, naturali ed artificiali, ritenuti importanti dai ragazzi, sono stati registrati, per produrre un documento sonoro da utilizzare in fase di progetto. In seguito a numerose riunioni collettive con le varie sezioni, i partecipanti hanno messo in luce una serie di zone di intervento, con caratteristiche differenti. I tre giorni successivi sono stati destinati alla costruzione collettiva nello spazio pubblico del quartiere e alla realizzazione di un « gesto comune », che rendesse riconoscibile l’intervento nella sua globalità. Sono stati quindi raccolti i classici vasi da conserva che, una volta ripuliti e dipinti, hanno accolto piantine e candele. I vasi, distribuiti agli abitanti, sono stati esposti sui balconi, sui davanzali, sui portoni d’ingresso e sono diventati parte della scenografia di una settimana diversa, conviviale e coinvolgente.

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Nous remercions tous les organisateurs du festival, Angelo, Ettore, Umberto, Miquele, Giuseppe, Gianni, Mattia, DettoFatto, Studio SuperFluo, les étudiants, les artistes, la famille Carchidi si généreuse, les calabrais pour leur gentillesse et leur accueil chaleureux, Francesco de la politique de la jeunesse, les habitants du quartier Cosa Nuove et tous ceux qui nous ont aidé à réaliser ce projet collectif.

Ringraziamo tutti gli organizzatori del festival, Angelo, Ettore, Michele, Giuseppe, Gianni, Mattia, DettoFatto, SuperFluo, gli studenti, gli artisti, la famiglia Carchidi, così generosa, i calabresi, per la loro cortesia e il loro caloroso benvenuto, Francesco dell’Assessorato alle Politiche Giovanili, gli abitanti del quartiere Case Nuove e tutti quelli che ci hanno aiutato nella realizzazione di questo progetto collettivo.

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